MSC CROCIERE SOCIAL NETWORK

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PERSONAGGI

______________________________________________________________________________________________________ GIANLUIGI APONTE ______________________________________________________________________________________________________ Gianluigi Aponte nato il 1940 è un armatore campano (nativo di Sorrento) proprietario della MSC-Mediterranean Shipping Company, ha iniziato a far parlare di sé nel 1969, subito dopo il matrimonio con Rafaela Diamant, la moglie svizzera da cui ha trasferito da Sorrento a Ginevra, attuale sede di un gruppo, la MSC appunto, di oltre 350 persone pur mantenendo importanti rapporti con Napoli e la sua amata Sorrento. Nel lontano 1969 Gianluigi provò a seguire la carriera di consulente finanziario ma ben presto decise di acquistare con un amico una prima barca e aprire la sua prima società di trasporto marittimo, la Aponte Shipping Company. L'armatore di Sorrento iniziò così a commerciare con l'Africa diveri tipi di merci. Da quel momento è un crescendo, principalmente nel settore container fino all'acquisto, nel 1987, della napoletana Starlauro e al conseguente ingresso nel settore crocieristico creando una linea di crociere sussidiaria la MSC Crociere. Negli anni successivi le navi, tra quelle acquistate sul mercato dell'usato e quelle commissionate ai cantieri francesi dell'Atlantico, diventano 11 per la sola MSC, mentre nel settore container il gruppo, con 380 vascelli in proprietà o a noleggio e 12,5 miliardi di dollari di fatturato, è il secondo al mondo dietro solo alla danese Maersk-SeaLand (che però ha oltre 150 anni di storia). Nel 1995 l'imprenditore acquisisce anche la compagnia marittima Snav, società costituita prevalentemente da aliscafi impegnata nei collegamenti con il Golfo di Napoli. Nel 2009 diventa uno degli azionisti della CAI-Compagnia Aerea Italiana in seguito alla privatizzazione voluta dal Governo italiano. Attualmente risiede in Svizzera (paese di cui ha anche la cittadinanza) insieme alla moglie e ai figli. Nel 2008 Forbes gli ha attribuito un patrimonio di 2,8 miliardi di dollari rendendolo il 412esimo uomo più ricco del mondo su 1.125 subito dopo i Benetton (2,9 miliardi). Una storia di successo che nel 2003 ha fruttato al "comandante" una laurea honoris causa all'università Parthenope di Napoli e nel 2009 ha ricevuto il premio come “Napoletani eccellenti nel mondo” dal presidente del consglio Silvio Berlusconi e presto, dietro un investimento che si dice possa aggirarsi sui 50 milioni di euro, potrebbe arricchirsi di un ulteriore capitolo, questa volta in ambito aereo. Si può considerare un padrone di un impero del mare con un affare, quello crocieristico, che vale solo il 5 per cento dei ricavi totali della Msc, ma sta incalzando il primato mediterraneo della Costa. Quanto alla colonna portante della Msc, il cargo, gli ordini sono 65, la gran parte per navi gigantesche, in grado di trasportare anche 14 mila container ciascuna. A continuare la crescita, del resto, per Aponte “è una necessità per assicurare il futuro di chi lavora nelle mie società” lui dice. Come una volta ha detto a un banchiere, “ogni mattina quando mi alzo penso che sono responsabile di 35 mila persone, e questo mi da la pressione giusta per fare risultati positivi”. ______________________________________________________________________________________________________ Una quarantina di anni fa, in una fiammante divisa bianca coi bottoni dorati, guidava piccole imbarcazioni attraverso il golfo di Napoli. Oggi, da Ginevra, dove ha il quartier generale, guida uno dei più grandi gruppi armatoriali del mondo e sta facendo impallidire il mito del vecchio comandante Achille Lauro, suo conterraneo. Giornali in tutte le lingue gli dedicano titoli e spazio in continuazione. I concorrenti ne studiano mosse e strategie. E i 23mila dipendenti della Mediterranean Shipping Company (Msc) lo adorano come un eroe. Lo adorano per quel sanguigno attaccamento alla sua terra d'origine che lo ha portato ad assumere quasi la metà dei dipendenti proprio nei luoghi della sua infanzia. Sicchè a Ginevra vive oggi una nutrita comunità di sorrentini che lavora per Aponte. Ma come ha fatto a scalare le più alte montagne del successo imprenditoriale questo personaggio schivo e silenzioso, per buona parte tutto ancora da scoprire? La storia di Gianluigi Aponte - una di quelle storie da manuale per gli studenti delle facoltà di Economia - comincia nel 1940... Per un giovane che nasce e si ritrova a vivere sulla costiera più bella del mondo, da secoli c'è una sola via d'uscita: diventare marinaio. Sorrento era tutt'altro che un paradiso per le vacanze, quando qui, il 27 giugno del 1940, nasce Gianluigi. Da molte generazioni gli Aponte hanno la marineria nel sangue: in paese se li ricordano all'inizio del secolo scorso come padroncini di piccole imbarcazioni che trasportavano uomini e merci tra Napoli Calata Porto, Massa e Sorrento. Per migliorare la propria condizione, i genitori di Gianluigi si trasferiscono prima della guerra nella Somalia italiana, dove gestiranno un hotel chiamato "Croce del Sud". Nel 1945, cioè a 35 anni, il padre Aniello muore a Mogadiscio quando Gianluigi, figlio unico, ha appena cinque anni. Così dalla Somalia lui e la mamma, Gina Gatti, un'alessandrina, fanno ritorno a Sorrento, dove Gina è morta nel novembre scorso a 94 anni. Orfano del padre, Gianluigi sarà aiutato da uno zio. Poi, come tanti suoi compagni di giochi, per dare sfogo alla sua vocazione, s'iscrive all'istituto Nautico di Piano di Sorrento nel quale si diploma. Ed è così che, a vent'anni, comincia la sua carriera sui vaporetti che solcano le acque del golfo di Napoli. Negli anni Sessanta un uomo di ferro spadroneggia nel traffico navale: Achille Lauro, la cui flotta solca tutti i mari del globo. E' proprio su una di queste imbarcazioni che comincia a lavorare Gianluigi. Farà la gavetta nella Flotta Lauro, dove a poco a poco attraversa tutti i gradi della carriera: da allievo ufficiale a ufficiale di navigazione oceanica, fino al conseguimento della patente nautica di capitano di lungo corso. Un lavoro duro, il suo, che però lo irrobustisce nel carattere e nell'esperienza marinara. Ma nessuno, neppure lui stesso, immaginava che un giorno avrebbe comprato le navi da crociera del vecchio Comandante, che i Grandi del mondo sarebbero stati a bordo di una sua nave (G8 di Genova 2001) e che una diva del calibro di Sophia Loren avrebbe tenuto a battesimo i suoi gioielli. ______________________________________________________________________________________________________ L'Istituto Nautico di Piano di Sorrento è intitolato a Nino Bixio. Da questa scuola marinara situata in un antico convento sono usciti alcune migliaia di capitani, di macchinisti e di costruttori navali. In più, ammiragli della marina italiana e armatori come Achille Lauro. Il mitico Comandante si diplomò qui quasi un secolo fa - nel 1907 - ed è stato un esempio da imitare, il costante punto di riferimento nella vita di Gianluigi Aponte. L'attuale preside dell'Istituto si chiama Agostino Aversa, un uomo bassino e tondo ormai prossimo alla pensione. Aversa ha la stessa età di Aponte e ha studiato con lui per cinque anni. "Sì, Gianluigi è stato mio compagno di classe nella sezione A, ci siamo diplomati assieme nel 1960 — racconta Aversa, mentre sfoglia un vecchio registro con le pagelle e i voti riportati dagli alunni di tanti anni fa. — Ci diplomammo in venti, quell'anno. Lui era un ragazzo vivace e pieno di volontà, a quei tempi gli piaceva l'attività sportiva: correva bene i cento metri e giocava a pallacanestro. Nello studio non era un secchione, però prendeva buoni voti nelle materie tecniche: navigazione, meteorologia, arte navale, diritto della navigazione... Poi io continuai andando all'università e Gianluigi prese un'altra strada: preferì andare a lavorare frequentando l'università della vita. In seguito, anche quando è diventato un personaggio importante, è sempre rimasto legatissimo alla nostra scuola. Venga a vedere...". Il preside mi porta nella sala radar. Infatti il primo regalo al "Nino Bixio", fatto da Aponte negli anni Novanta, è in bella mostra tra gli altri strumenti: un radar su cui si esercitano i ragazzi che frequentano i corsi di navigazione. "Ma anche in seguito ci ha fatto altri doni — aggiunge Aversa — tutte le volte che gli chiediamo un aiuto non si tira indietro. E noi gli abbiamo dato una medaglia d'oro". Bruno Trapani, direttore del laboratorio di navigazione, e Francesco Savarese, istruttore radar, mi mostrano altri preziosissimi doni di Aponte: un radar Decca di ultima generazione, e due consolle con computer e apparecchio radio vhf per comunicare col resto del mondo. "Essendo capitano di lungo corso, - conclude Aversa — oggi Gianluigi non solo è un grande armatore, ma è pure orgoglioso del fatto che, a differenza di molti dei suoi pari, è in grado di fornire consigli pratici ai comandanti delle sue navi quando si trovano in difficoltà con il carico e il mare grosso". A qualche chilometro da Piano vive Francesco Saverio Acampora, 64 anni, assessore comunale di Sant'Agnello. E' un amico d'infanzia di Aponte. "Ho fatto le scuole elementari assieme a Gianluigi. — racconta — Mi ricordo che lui era un ragazzino con molti brufoletti sul viso e la maestra ce lo additava dicendo: "Vedete che accade? Aponte ha i brufoli perchè mangia troppe patatine fritte". Della nostra comitiva facevano parte anche due cugini di Gianluigi: Nello e Bruno Aponte. Abbiamo giocato insieme fino ai 18 anni. Con noi c'erano anche Carmine Castellano, che è diventato il patron del Giro d'Italia, Roberto e Giovanni Castellano, Franco Ronzi e sua sorella, anch'essi cugini di Gianluigi. Ci radunavamo alla Marinella o in piazza Municipio, oppure per fare le corse a piedi sul viale don Minzoni. Ma, a quei tempi niente, proprio niente lasciava prevedere la clamorosa ascesa di Gianluigi. I suoi antenati del resto erano gente modesta che faceva la spola da Sorrento a Napoli via mare, quando la via della costiera era quasi impraticabile. Credo proprio che il dna di Gianluigi, nel quale c'è il mare e tanta fatica, si sia ben accoppiato con le capacità della moglie svizzera, Raffaela, e questo mix ha segnato il suo destino". Sarà anche un paradiso, la Svizzera, ma origini e radici non si possono rinnegare. Per affezione alla sua terra, Aponte ha acquistato di recente due belle e antiche ville a Piano di Sorrento: una s'affaccia sul corso Italia e l'altra in via Francesco Ciampa, dove ha collocato uffici e servizi tecnici per il traffico merci. ______________________________________________________________________________________________________ Per diventare un bravo marinaio, Aponte ha potuto contare sulle proprie forze. Ma per altri obiettivi si è fatto aiutare dal destino e dall'amore. Il giovane Gianluigi viene descritto come un tipo particolarmente simpatico, attraente. Di questo si accorge, più di trent'anni fa, anche Raffaela Denat, figlia di un ricco dirigente di banca svizzero. La ragazza è con sua madre Patrizia in vacanza, quando conosce l'elegante capitano dagli occhi di ghiaccio e se ne innamora. A quel tempo, non esistendo il turismo di massa, il golfo di Napoli è ancora la meta preferita dai super ricchi in cerca di emozioni. Quando Gianluigi, che non è mai stato un don Giovanni, comunica alla madre l'intenzione di sposarsi e trasferirsi in Svizzera, lei non voleva crederci. Che diavolo può farci in Svizzera un uomo di mare sorrentino? La stessa domanda se la sono posta in molti. Senza risposta. Ancora oggi ci si chiede perchè il secondo armatore del mondo abbia la sede a Ginevra, da dove non guarda al mare bensì alle montagne. Nel 1969 Aponte entra per amore, e non certo per convinzione, nella ginevrina "Agenzia Bernie Cornfield", dove prova a commercializzare con i Fondi. Si concluderà senza infamia e senza lode. Tanto che in seguito confessa di essersi sentito come un pesce sull'asciutto. L'infelicità per quel lavoro lo induce a fare altre esperienze anche a Bruxelles. Avendo sempre il richiamo del mare, egli prova a occuparsi, come broker, di carichi marittimi. E intanto sogna di possere una nave tutta sua. Il sogno si avvera. Grazie ai soldi di sua moglie e della famiglia Denat, che ha origini ebraiche. Aponte compra una vecchia nave tedesca e fonda la sua prima azienda, la Aponte Shipping Company con sede a Monrovia, Liberia. Poi dalla Globus-Reederei acquista una seconda nave usata. Queste prime due imbarcazioni gli servono per cominciare un servizio di linea verso la Somalia, dove può contare su vecchi contatti di famiglia. Ma ormai ha chiaro nella mente il da farsi: rilevare vecchie navi a prezzo stracciato e dedicarsi completamente al trasporto di containers. Batti e ribatti, i risultati gli hanno dato ragione. Perchè oggi Aponte trasporta, con 250 navi, più di tre milioni di container in un anno e controlla un movimento merci valutato in 4,5 miliardi di dollari. Un risultato realizzato senza capitali di rischio, senza soci di minoranza, e senza joint venture o accordi di compartecipazione con altre linee. Come si usa fare a Napoli, Aponte ha messo tutto nel portafoglio di famiglia, infatti la Msc, pur essendo un colosso, rimane un'azienda familiare. L'amministratore delegato della Msc Crociere è il marito della figlia, Pier Francesco Vago, un ex agente marittimo anconetano. Il figlio Diego si occupa del settore container. E la primogenita Alexa delle crociere. Raffaela, di contro, si è specializzata nell'arredamento delle navi da crociera. Nel 1987 Aponte decide di diversificare gli affari entrando nell'industria delle crociere con l'acquisto della vecchia Starlauro. Più tardi egli compra tre navi da crociera di seconda mano: la prima, la vecchia Monterey nel 1991, la Cunard Princess nel 1955, (che diventa la Rapsody) e, nel 1997 la Starship Majesty (ribattezzata Melody). Tuttavia sul mercato ci sono poche buone navi da crociera usate, mentre per la Msc è necessario possedere più navi per competere con gli altri armatori europei. Aponte progetta allora di aggiornare la flotta, e per battere la concorrenza è obbligato a firmare nuovi ordini per navi. Così, a fine 2000, Msc firma un contratto con i francesi Chantiers de l'Atlantique per due navi da 1.560 passeggeri. Prezzo del contratto: 280 milioni di euro ciascuna. Con una cerimonia ad alto effetto, Sofia Loren battezza poi la nuova Lirica nel porto di Napoli il 12 aprile 2003. Lirica, e l'anno successivo Opera, annunziano l'inizio di una nuova fase di espansione per la linea crocieristica con base Napoli, il cui slogan è: "Siamo una vera azienda italiana, con un vero stile italiano". Entro i prossimi 18 mesi le navi saranno nove, e arriveranno a 11 in tre anni. Per questi ambiziosi piani di crescita, Msc investirà alcuni miliardi di dollari. "Investiamo nelle crociere per creare un'azienda che dia un buon rendimento, non per fare guerra ad altri. - ha rassicurato Aponte, in occasione del battesimo di Opera, l'ammiraglia della compagnia - Le grandi società non investono per sfida, hanno grandi responsabilità soprattutto verso i propri dipendenti". L'armatore ritiene che le prospettive del mercato crocieristico in Europa siano in crescita, e quest'anno ci dovrebbe essere un vero e proprio boom con mezzo milione di persone a bordo della flotta Msc. Aponte crede molto nello stile italiano delle crociere, marchio della sua compagnia, e ritiene che il cliente europeo, nei suoi viaggi, cerchi anche cultura e non soltanto sole. L'armatore ha anche chiarito che non si sposterà da Ginevra perchè "la Svizzera è un paese molto efficiente e vi si trovano le banche internazionali che ci hanno molto aiutato nello sviluppo della nostra società". Mentre Msc vuole 'sbancare' il mondo delle crociere continua con la costruzione presso i Chantiers de l'Atlantique di St. Nazaire (Francia) di MSC Musica, con consegna 2006, e MSC Orchestra, con consegna nell'aprile del 2007. Successivamente vara MSC Poesia, ma la grande crescita c’è nel 2008 anno in cui Aponte vara MSC Fantasia, la nave da crociera più grande e più bella mai costruita per un armatore europeo e nel luglio 2009 vara la gemella MSC Splendida. Questi nuovi ordinativi trovano corrispondenza nell'attuale mercato, dove le prenotazioni di crociere sono in continuo aumento. _________________________________________________________________________________________________________ Nel palazzetto Msc di Ginevra, in Avenue Eugene Pittard n. 40, Gianluigi Aponte ha un ufficio enorme, luminoso, pulito, ordinato. Con un tavolo tondo di travertino, una moderna scrivania da lavoro e, alle pareti, una boiserie in legno chiaro assai simile all'arredamento della sua barca. Sulla scrivania c'è solo una penna e un paio di occhiali. Niente carte. Niente computer. "Eppure Gigi ha il polso dell'economia mondiale — mi confida un suo amico — E' uno che vede oltre. E il bello è che tutto passa attraverso di lui". Rafaela Aponte, che è israeliana, ha rivelato che suo marito si occupa persino dei contenitori della prima colazione, del pranzo e della cena. La famiglia di Aponte sembra di casa a Ginevra. La città multilingue rispecchia la miscela delle lingue che la famiglia parla. "E qui, siamo nessuno," ammette Diego. Il personaggio Aponte, Gigi per gli amici, è legatissimo alla sua famiglia e agli amici. A Ginevra cominciò con una scrivania a due posti, uno per lui e uno per la moglie. "Aponte è tutto un personaggio. Fisicamente non dimostra più di sessant'anni. Quando parla ha un taglio gentile — mi dice chi lo conosce — è preciso, cortesissimo nei modi. Ti ascolta guardandoti fisso negli occhi come se ti fotografasse. E così t'inchioda. Traspira autorità e padronanza di sè. Taciturno fino all'estremo, le sue risposte sono spesso monosillabiche: sì, o no. Il suo segreto? Una mescola di improvvisazione latina e di pianificazione svizzera". E i figli? "Alexa e Diego sono due ragazzi cresciuti nel benessere, ma con la testa a posto". Due anni fa, a Ginevra, l'azienda si è decisa per la prima volta a ospitare nove giornalisti economici italiani. Prima di rispondere a qualsiasi domanda, in quella occasione Aponte ha giocato la sua arma segreta: il figlio Diego e la figlia Alexa. I due ragazzi stanno seguendo il profilo basso del loro padre. L'azienda non ha fotografie dei giovani vicepresidenti e i loro nomi non sono accennati sui pochi comunicati stampa disponibili. Eppure i due fratelli sono in cima ai complicati funzionamenti del sempre più vasto impero Msc. Diego, che ha studiato economia dei trasporti a Londra, dopo aver affilato i suoi denti nelle linee commerciali, sta lavorando fianco a fianco con suo padre. Alexa dirige il ramo crociere del gruppo, che è stato istituito nel 1987. Il padre non era un grande tifoso dell'industria crocieristica considerandola forse come un po' frivola azienda, ma oggi muoversi intorno al globo è diventato un serio affare. _________________________________________________________________________________________________________ "Le terre emerse coprono un terzo del pianeta, noi copriamo il resto". Questo è lo slogan di Msc oggi. In tutti i cinque continenti, su 215 porti e 175 rotte la compagnia di Aponte trasporta merci ed è rappresentata in 350 punti del globo. Senza troppi clamori, in poco più di 30 anni, Gianluigi è diventato uno dei più grandi armatori del mondo. Tenendo un basso profilo, si è sempre tenuto lontano dai giornalisti. "Se dipendesse da me, certo non saprebbero mai niente", ha detto una volta. La politica di non comunicazione con i giornalisti, anche su cose banali, non ha fatto al grande gruppo marittimo nessun danno finora. Dall'iniziale attenzione ai traffici nord/sud, la Msc è emersa quale vero e proprio soggetto globale. Aponte l'ha guidata fino al secondo posto nel ranking mondiale dell'industria del contenitore, diventando secondo soltanto al colosso portacontainer Maersk-Sealand. Ma la concorrenza non sta certo a guardare. L'armatore danese A.P. Moller, che controlla Maersk-Sealand, è il vero nemico da battere per Aponte. Infatti ha offerto 2,3 miliardi di euro per rilevare la P&O Nedlloyd e creare la più clamorosa concentrazione che lo shipping container abbia mai registrato. Dalla mega-fusione nascerebbe una società con 548 navi e 33mila dipendenti. Ossia più del doppio della Msc. La posta in gioco, come si può capire, è il ruolo guida che il futuro mega carrier avrà nell'atteso boom del trasporto container specie sulla rotta Estremo Oriente - Europa. Come reagirà Aponte? Per ora si ostina a conservare l'attuale assetto societario senza alleanze, joint venture e fusioni. Ma dalla risposta a questa domanda dipenderà il futuro del suo gruppo. I piani di sviluppo di Msc Crociere hanno ricevuto un nuovo impulso lo scorso anno con una raffica di novità: il nuovo cda, il nuovo marchio, i nuovi fumaioli sulle navi, l'arrivo delle ammiraglie Fantasia e Splendida in flotta e, naturalmente, nuovi prodotti e nuovi ambiziosi obiettivi. Nell'aprile 2004 è entrato in carica ufficialmente il nuovo top management con Pierfrancesco Vago, marito di Alexa Aponte che ha assunto la carica di amministratore delegato. ______________________________________________________________________________________________________ PIERFRANCESCO VAGO ______________________________________________________________________________________________________ Pierfrancesco Vago è l’Amministratore Delegato (CEO) di MSC Crociere, la compagnia con la flotta più moderna al mondo, portabandiera dello stile italiano delle crociere nata dalla ex flotta Lauro, che attualmente dirige dal quartier generale di Ginevra. Nasce a Milano nel 1961 e studia economia in Inghilterra al St. Catherine College di Cambridge. Inizia la sua carriera nell’azienda di famiglia, la Franco Vago SpA, una delle principali società di trasporto italiane con affiliati in tutti i continenti, ricoprendo dal 1985 al 1989 la carica di General Manager. La sua esperienza nei trasporti internazionali cresce ulteriormente nei 15 anni in cui è Managing Director della Africa Transport Pty. Ltd. con sede a Johannesburg in Sud Africa. Quando rientra in Italia si unisce alla joint venture nata tra la SNAV e Hoverspeed (Seacontainer Group) leader dei collegamenti veloci nel Mar Adriatico. Dal 2001 inizia la sua ascesa in MSC che lo vede fino al 2003 Line Manager per USA, Messico e Canada con responsabilità sia delle attività commerciali che della supervisione di tutti gli uffici esteri e dell’operatività di 15 navi destinate a queste linee. Viene nominato CEO della divisione crociere del gruppo nel 2004, quando la società inizia uno sviluppo senza precedenti diventando la quarta compagnia di crociere nel mondo con la flotta più moderna ed uffici in 42 paesi. Una leadership dinamica, anticonformista, attenta al team building e rivolta all’ utilizzo di nuove tecnologie, caratterizza la sua guida su un gruppo di 11.000 dipendenti. Attualmente siede anche nel Consiglio di Amministrazione delle seguenti compagnie: MSC Crociere SA, Geneve, MSC Cruises Limited, London; MSC Cruises Benelux, Ruisbroek; MSC Cruises Scandinavia, Stockholm; MSC Cruceros SA, Buenos Aires; MSC Kreuzfahrten GmbH, Munich; MSC kruvaziyer Turizm, Istanbul, MSC Kreuzfahrten GmbH, Wien; MSC Cruises Inc., Fort Lauderdale, MSC Asia Ltd. Hong Kong. Ha sposato la figlia di Gianluigi Aponte, Alexa diventando quindi genero dell'armatore. ______________________________________________________________________________________________________ DOMENICO PELLEGRINO ______________________________________________________________________________________________________ Domenico Pellegrino, Direttore Generale MSC Crociere, classe ‘68, sposato, tre figli. Laureatosi in Scienze Politiche presso l’ Università degli Studi di Salerno, ha frequentato un Master di formazione manageriale in discipline turistiche presso la “Scuola Superiore del Commercio, Turismo e Servizi” a Milano ed un Corso di specializzazione post-laurea in 9 moduli "Fare Marketing con Internet nel Turismo" presso l’ Università LUISS di Roma. Le sue esperienze lavorative: Consulente per lo sviluppo delle attività di relazioni esterne presso CIT S.p.A. (Compagnia Italiana Turismo), azienda leader nel settore turistico per la distribuzione ed organizzazione di agenzie, network, implants presso Enti ed Istituzioni, Business Travel, Gruppi ed Incentives. Market Analyst e poi addetto all’ Ufficio Customer Care presso Valtur S.p.A., tour operator italiano, leader nella villaggistica e resort. Successivamnete diventa quindi Direttore Generale MSC Crociere dal 2004, la sua carriera ha avuto inizio nel 1995 in area commerciale, per poi diventare Trade Manager per l’ Italia nel 1997 e nel 2001 Direttore Commerciale. Ha 13 anni di esperienza in MSC Crociere, partecipando attivamente alla crescita ed allo sviluppo della compagnia ed è fermamente convinto che il fattore umano ed il lavoro di squadra siano fondamentali per il conseguimento di questi obiettivi. Domenico Pellegrino ritiene che lo stile italiano di MSC Crociere, servizio di prima classe ed ospitalità, atmosfera accogliente ed elegante, ottima cucina, divertimento, escursioni ed itinerari accattivanti, siano gli elementi che la differenziano dalle altre compagnie e che rappresenteranno la chiave per il suo successo nel panorama crocieristico. ______________________________________________________________________________________________________ EMILIO LA SCALA ______________________________________________________________________________________________________ “Vento in Poppa…” poche parole dense di significato che racchiudono lo spirito del General Manager dell’Ufficio Tecnico della MSC Crociere. Emilio La Scala, nasce nel 1960 a Piano di Sorrento in provincia di Napoli, termina i suoi studi e si diploma nel 1978 presso l’Istituto Nautico Nino Bixio. Dal 1978 al 1984 inizia la sua carriera come Ufficiale di Coperta a bordo delle navi da carico della MSC, acquisendo i titoli necessari per svolgere la carriera navale. Nel 1984 entra a far parte dell’organico dell’Ufficio Tecnico della Mediterranean Shipping Company in qualità di assistente del direttore tecnico. Partecipa così a vari progetti di ristrutturazione e conversione delle tradizionali navi da carico in portacontainer. Il 1990, anno in cui la Compagnia acquisisce la prima nave da crociera, segna la svolta alla sua carriera che lo vede unico responsabile di quella che diventerà la MSC Cruise Technical Division (MSC CTD), organizzazione attiva h24. Da allora, grazie alla sua professionalità implementata da Corsi di Qualità, di Gestione del Personale, della Sicurezza Nave, dirige la suddetta organizzazione che al momento conta 100 specialisti operativi. Nel 2000 la MSC CTD si avvale di un dipartimento dedito esclusivamente a seguire le nuove costruzioni – MSC New Buildings - di cui Emilio La Scala è Project Manager. Ad oggi sono state consegnate 5 navi, entro il 2008 arriva la nuova ammiraglia MSC Fantasia, la nave più grande mai commissionata da un armatore europeo, ed altre 3 sono in fase di progettazione avanzata e saranno varate entro il 2012. Nella vita privata Emilio La Scala è marito e padre di due figli, è appassionato di motociclismo, corsa e windsurf, attività che oltre a seguire pratica. ______________________________________________________________________________________________________

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